Bollettino della crisi

L’area dell’euro frena (dice l’Ocse), l’export tedesco no. Il superindice Ocse che misura le attività economiche dei paesi industrializzati a maggio è sceso leggermente (a 100,3 punti da 100,4), ma è calato soprattutto nell’Eurozona, dove tutti i paesi sono sotto la soglia di 100. Volano invece le esportazioni tedesche nel mese di maggio. L’export è salito del 3,9 per cento rispetto ad aprile. Il dato è nettamente superiore alle attese degli analisti (più 0,2). Le importazioni sono invece cresciute del 6,3 per cento. Leggi Senza eurosoluzione, Monti prolungherà solo l’agonia italiana di Paolo Savona
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Ultimo aggiornamento: 15:57 | 14 AGO 20
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L’area dell’euro frena (dice l’Ocse), l’export tedesco no. Il superindice Ocse che misura le attività economiche dei paesi industrializzati a maggio è sceso leggermente (a 100,3 punti da 100,4), ma è calato soprattutto nell’Eurozona, dove tutti i paesi sono sotto la soglia di 100. Volano invece le esportazioni tedesche nel mese di maggio. L’export è salito del 3,9 per cento rispetto ad aprile. Il dato è nettamente superiore alle attese degli analisti (più 0,2). Le importazioni sono invece cresciute del 6,3 per cento.

Milano svetta tra le Borse europee. Ma l’Eurogruppo non placa Lady Spread. I listini del continente hanno chiuso in terreno negativo, mentre Piazza Affari, in controtendenza, ha finito gli scambi a più 0,6 per cento. I mercati ieri guardavano nervosamente alla riunione dell’Eurogruppo di Bruxelles iniziata nel pomeriggio. Lo spread Btp-Bund è arrivato a 485 punti, per poi chiudere un po’ più in basso.

Draghi: “L’euro è qui per restare, l’Eurozona farà ciò che è necessario”. Il presidente della Bce, parlando all’Europarlamento, ha lodato la spending review e le riforme pro competitività approvate da Monti.

Nessuna pressione dal governo inglese per manipolare il Libor, ha detto il vicegovernatore della Bank of England, Paul Tucker.
GERMANIA SEMPRE PIU’ BRICS. Come dimostrano i dati della Bundesbank, rielaborati nel grafico del Fondo monetario internazionale, le esportazioni tedesche sono sempre più destinate ai paesi extracomunitari. Nel 2000 l’export, misurato in termini di pil, era diviso equamente tra paesi intra Unione europea e paesi extra Unione europea. Nel 2011 il dato sugli scambi con l’Ue è rimasto stabile, è cresciuta l’integrazione di Berlino con i paesi emergenti, Brics in testa.